AtlanticPlus .eu

Rare & Vintage
Toy Soldiers & Kits

I soldatini nella patria del socialismo reale

Nell'Unione Sovietica i giocattoli dovevano essere certificati da un apposito organo del Partito Comunista e la loro fabbricazione veniva demandata a determinate fabbriche di stato, dipendentemente dalla tipologia di giocattoli e dai piani annuali di produzione; nel caso dei soldatini, venivano trasferiti gli stampi da una fabbrica all'altra.  A quei tempi l'importazione personale di giocattoli, anche da "paesi fratelli" del patto di Varsavia, era illegale, ristretta o rischiosamente sospetta di mercato nero: un amico collezionista di Mosca ci racconta orgoglioso di quando nel 1976, di ritorno da un viaggio scolastico a Berlino, riporto' di straforo in URSS un CowBoy in 1:32 nascosto nel risvolto della tasca.

Per i ragazzini sovietici i soldatini erano gli stessi per tutti, "made in URSS", leggermente diversificati solo in ragione delle diverse epoche di produzione. Le rare volte che appariva un nuovo stampo, una nuova serie, era un evento. Infatti, La varieta' di progetti approvati era non solo limitata dalla generale lentezza dell'elefantiaco apparato burocratico, ma soprattutto dalla timorosa riluttanza a proporre nuove tipologie di figure da parte dei singoli coinvolti nel processo di creazione e certificazione del giocattolo. La principale caratteristica dei soldatini "Made in URSS" e' la limitata varieta' dei soggetti.

Come e ancor piu' delle opere d'arte, i giocattoli in URSS rispondevano a ben definiti intenti educativi e propagandistici. I messaggi che dovevano trasmettere erano: l'unita' del popolo, l'esaltazione delle conquiste nazionali, gli esempi di eroismo e attaccamento al dovere per la patria. Le figure di fantasia erano ritenute deleterie per la formazione dei futuri cittadini al socialismo reale; i soggetti dei soldatini erano pertanto sempre riferiti a  eventi storici e personaggi reali. Tutti i soldatini sovietici raffigurano specifici eventi storici.

Era inoltre opportuno che la scultura e l'aspetto dei soldatini si attenessero a modelli conformi, senza discutibili estri artistici personali. La scultura, le pose "approvate" dei soldatini aderiscono allo stile iconografico ufficiale,  il futurismo realista sovietico, con figure che a volte ritroviamo senza grosse differenze nei monumenti di regime sparsi nell'Est Europa e nei vecchi poster propagandistici. La naturale creativita' dei disegnatori, progettisti e scultori di soldatini si e' per decenni dibattuta all'interno di questi ristretti canoni, dirigendo la sensibilita' artistica nella iper-stilizzazione di figure decisamente espressive.  Un'altra tipica caratteristica dei soldatini "made in URSS" e' appunto lo stile futurista sovietico, dinamico, stilizzato, di potente espressivita'.

Dei soldatini sovietici ammiriamo questo impatto figurativo, riconosciuto anche dalle esposizioni in mostre internazionali dedicati all'arte del socialismo reale. Dal punto di vista collezionistico,  ci incuriosiscono i soggetti, legati a eventi storici poco conosciuti a gran parte degli appassionati occidentali, e le figure, in genere tendenti al demi-ronde, dove i "buoni" sono spesso rossi e i cattivi scuri. Nei successivi paragrafi della retrospettiva esaminiamo in dettaglio le tipiche serie di soldatini sovietici e gli eventi storici a cui fanno riferimento.

Foto:dall'alto in basso: Monumento all'Armata Rossa, Mosca, (particolare). "Marinai Rivoluzionari", in metallo edizione 1969-1971, ed il loro box. Piu' sotto: la Tachanka di Chapaev, demi-ronde in plastica, in una stilizzata edizione  intorno ali 74.  In basso: due opponenti del set "Battaglia di Kulikovo", 1976 ca.

Il Massacro del Ghiaccio

Il set di soldatini denominato "Massacro del Ghiaccio" e' riferito storicamente all'evento conosciuto come battaglia del lago ghiacciato o battaglia del lago Ciudi, svoltasi nell'aprile 1242 presso l'attuale confine fra Russia ed Estonia. La battaglia si inquadra nel periodo delle Crociate settentrionali, ovvero delle le guerre di espansione degli Ordini cavallereschi cristiani teutonici dirette contro le popolazioni pagane e i Cristiani ortodossi d'Oriente e determinando la fine delle campagne militari contro la Repubblica ortodossa di Novgorod e i territori russi adiacenti.

I Cavalieri Teutonici, equipaggiati con la tecnologia bellica e la tecnica piu' avanzate dell'epoca, si trovarono nella loro avanzata verso il principato di Novgorord a fronteggiare una compagine di contadini e pescatori russi sommariamente addestrati dal brillante Principe Aleksandr Nevskij e in netta condizione di inferiorita'  militare. L'astuto Nevskij, sfruttando a proprio vantaggio le  condizioni ambientali della madrepatria, finse una precipitosa ritirata in un punto predermonato del lago la cui coltre di ghiaccio, resa sottile dal disgelo, non era in grado di sostenere i cavalieri, dotati, cavalieri e cavalli, di pesantissime armature: una parte consistente dell'esercito teutone trovo' la morte nelle acque del lago ghiacciato, in una epica tragedia immortalate dal regista Sergej M. Ejzenstejn nel film del 1938 "Alexander Nevskij".

I soldatini del "Massacro del Ghiaccio" sono stati prodotti a rotazione da molte fabbriche, tra le piu' popolari la "Fabbrica di parti di abbigliamento metallico di Odessa" e la "Moscow Progress", specializzata in giocattoli. Il classico set e' in plastica, 1:35 circa quasi demi-ronde, con 7 figure a piedi + 3 a cavallo per ogni esercito, riconoscibilissime dall'equipaggiamento e in genere dal colore, rossi i russi e argento-metallo i teutonici.

Gli interessati possono visionare questi soldatini, nella versione della "Fabbrica di parti di abbigliamento metallico di Odessa", nello slideshow allegato.

Foto: in alto: Teutonici della Battaglia del Ghiaccio nella rara versione in metallo della PK3 di Leningrad, 1970 ca. In basso: la differenza di equipaggiamento militare tra i russi di Nevskij (i rossi) ed i crociati tedesco-teutonici (i grigi) nel set della Fabbrica di parti di abbigliamento metallico di Odessa", ca. 1974.

Battaglia di Kulikovo

Uno dei soggetti ricorrenti delle serie di soldatini sovietici e' la Battaglia di Kulikovo, che segno' l'inizio della fine del dominio mongolo sulla Russia, diventando epica nazionale celebrata nei poemi, tanto da venire ri-inscenata in costume ogni anno fino ai nostri giorni. Nel settembre 1380 esercito di sembra 150mila russi al comando del Granduca di Vladimir si trovo' a fronteggiare un numero doppio di forze tartaro-mongole capeggiate da Mamaj, il capo militare dell'Orda d'Oro. La battaglia si apri' con un duello tra il campione russo Aleksandr Peresvet, monaco di San Sergio, e il campione dell'Orda Temir-murza: i due si uccisero a vicenda al primo scontro e nella pugna seguente, durata da mezzogiorno alle tre, le forze russe riuscirono grazie a un ardito contrattacco di cavalleria sul fianco nemico a sconfiggere, seppur con enormi perdite, i mongoli.

I soldatini della Battaglia di Kulikovo sono 28 diverse figure in 1:32,  4 montati e 10 a piedi per parte belligerante; rossi i russi e blu notte i tartari. I set, venduti negli anni '70 in blister di cellophan con header card al costo di 34 copechi per 1 esercito, o di 65 copechi per il doppio set con i due eserciti, sono stati prodotti in gran numero dalle "Leningrad carburator- reinforcing plant of Kuybysheva" e successivamente dalla '"Baltic chemical factory". Piu' recentemente, gli stessi sono stati ristampati dalla Ucraina "Igrushkin", ma in materiale plastico di altri colori, di minore qualita' e fascino.

Gli interessati possono visionare questi soldatini, nella magnifica versione in plastica dura e lucente,della "Leningrad carburator- reinforcing plant of Kuybysheva", nello slideshow allegato.

Foto: in alto: la header-card anni '70 dei soldatini della Battaglia di Kulikovo. In basso: l'esercito tartaro del set Battaglia di Kulikovo, versione della "Leningrad carburator- reinforcing plant of Kuybysheva"

La Cavalleria Rossa di Chapaev

Gli anni della guerra civile tra rivoluzionari bolscevichi e controrivoluzionari "bianchi" generarono schiere di eroi per la propaganda sovietica, tra i quali Vasily Ivanovich Chapaev (o Chapayev), comandante di cavalleria rossa probabilmente ucciso dai "bianchi" nel 1919 mentre fuggiva attraversando a nuoto il fiume Ural. Il suo cadavere non fu mai ritrovato e la sua storia, celebrata da libri e film dell'epoca sovietica, divento' celebre nella iconografia russa sovietica al pari della mitica "Tachanka".

La "Tachanka" era un vagone aperto, a volte una semplice slitta, con una mitragliatrice pesante installata nella parte posteriore, tirati da cavalli ore e da due addetti alla mitragliatrice. Facilmente convertibile da veicoli civili, le Tachanke furono utilizzate in gran numero (principalmente in Russia ma anche in altri paesi dell'Est Europa e durante la guerra civile americana) durante la prima guerra mondiale e nella successiva guerra civile russa (1917-1920), utilissime su ampi territori dove si e' sempre praticata la guerra mobile, approfittando della relativa velocita'  per sorprendere il nemico.

I set di soldatini della "Cavalleria Rossa di Chapaev" sono in genere in plastica, demi-ronde, in varie dimensioni sulle quali prevale un "1:35 corto". Il set e' composta da 7 cavalieri  intenti a spronare in corsa le le cavalcature e soprattutto dalla inconfondibile Tachanka. I nemici della "Cavalleria Rossa" sono un analogo set, emozionalmente piu' "piatto" ,di corazzieri dello zar. Anche in questo caso, la produzione e' stata demandata a diverse fabbriche nell'intero territorio dell'Unione.

Gli interessati possono visionare questi soldatini, nella iperstilizzata versione della "Moscow plant of the toy of Progress", nello slideshow allegato.

Foto:   in alto asx.: "Arruolati nella Cavalleria Rossa!" , poster di propaganda del 1920; al centro diverse edizioni in plastica di Tachanka della Cavalleria Rossa 1970-1978; in basso:un tipico set dei cavaleri bolscevichi della "Cavalleria Rossa".


I Marinai Rivoluzionari

Il torbido periodo tra il febbraio 1917, data di abdicazione dello Zar Nicola II Romanov, e il successivo novembre, data della definitiva presa del potere dei bolscevichi di Lenin, vide l'invasone di gran parte della Russia occidentale da parte degli degli Imperi Centrali e il susseguirsi di governi provvisori che si dibattevano tra questi terribili eventi. In questa situazione il reazionario generale cosacco Kornilov, che diventera' durante la guerra civile un sanguinoso signore della guerra dei "bianchi", abbandono' il fronte al nemico per attaccare la capitale Pietrogrado in mano agli insorti. Nel caos, furono i bolscevichi ad organizzare la difesa, organizzando 25'000 operai nella Guardia Rossa. I lavoratori delle officine Putilov prolungarono volontariamente l'orario a sedici ore ed in due giorni costruirono duecento cannoni; a loro si unirono i marinai provenienti dalla base navale di Kronstadt, protagonisti di drammatici episodi che culminarono con la ritirata delle truppe cosacche.

Gli eroici avvenimenti di quei giorni sono il tema della serie di soldatini "Marinai Rivoluzionari", simbolo e memoria dei soldati che furono parte integrante, insieme agli operai e ai contadini, della rivoluzione Russa e della creazione dello stato sovietico. La serie si dipana con poche varianti dal 1960, nelle figure tipiche del sottufficiale che arringa i commilitoni in marcia e del marinaio con la mitagliatrice su ruote. Nei primi anni '80, questa serie viene contaminata da elementi riconoscibili come piu' moderni Spetnaz, ed accoglie la figura del "marine" con un RPG.

I Marinai Rivoluzionari, piu' vicini all'idea del soldatino occidentale rispetto ad altre serie, vivranno fino agli ultimi giorni dell'URSS, in piacevolissimi blister factory painted come quelli di gran successo del 1990 della "Moscow plant of the Toy of Progress" o della "Bryansk motor vehicle plant".

Gli interessati possono visionare questi soldatini, nella versione della "Moscow plant of the Toy of Progress", nello slideshow allegato.

Foto: in alto: La scatola dei "Marinai di Ottobre" in una edzione 1970 della "Bryansk motor vehicle plant", al centro, parte del cont" dellaenuto.della stessa: le figure marcianti erano ripetute in  piu' esemplari. In basso: una delle piu' recenti edizioni URSS,  intorno al '90: i "Marinai in Combattimento " della celebre "Moscow Plant of theToy of Progress", in blister, figure in plastica factory painted.

La Grande Guerra Patriottica

Dal 1941, quando quattro milioni di soldati tedeschi e alleati varcarono i confini dell'URSS, al 1944, quando il rapporto di forze, mezzi e materiali era diventato 10:1 a favore dei sovietici, la guerra  arrec˛ terribili sofferenze in Unione Sovietica: nei territori occupati i tedeschi  adottarono metodi spietati di repressione, tra i quali la distruzione di infrastrutture e villaggi, le deportazioni di lavoratori in Germania, violenze private e massacri. Le popolazioni subirono enormi perdite di vite umane e di beni materiali; numeri realistici indicano in quasi venti milioni i civili  uccisi dalle truppe tedesche o morti per fame, malattie e maltrattamenti. La vittoria nella II Guerra Mondiale, la "Grande Guerra Patriottica", ancora piu' della Rivoluzione, era ed e' ancora oggi l'evento nazionale identificativo nella storia dell'ex-URSS, e i soldatini della serie "fanteria II GM" sono tra i primi a circolare, prevalentemente in metallo 1:32 - 1:35, fin dal 1950-1960.

Questa serie di soldati e' senza dubbio tra le piu' noiose e ripetitive, a dimostrazione della alta sensibilita' verso attegiamenti ortodossi alla linea del partito unico su un argomento cosi' cruciale. Le serie si ripetono con le stesse pose e minime varianti per decenni: tipiche le figure dell'ufficiale e i soldati in marcia, dell soldato con il cane (i sovietici utilizzartono massicciamente unita' cinofile nella II G.M>, con vari compiti), del motoclista di collegamento. La serie aveva quasi sempre anche il cannone ed un tank. Rare le varianti, ad esempio qualche interessante figura di donna in uniforme.

Solo dopo il 1982, dopo la morte di Breznev e la fine del suo regime ultraconservatore, si intravedono alcune nuove figure, quali il bel ufficiale a cavallo con binocolo e nuove pose di soldati in battaglia, poco aggiungendo alla generale omogeneita' del set.

Foto:dall'alto in basso: "Soldati in Parata", alcune pose di costruttore ignoto del 1965-70 ca. Al centro, un classico set di fanteria dell'Armata Rossa. In basso, uno splendido box della fabbrica "Minski"  dal titolo "Soldatini", del 1984 ca. A quellt'epoca il cannone anticarro e' stato sostituito dal lanciamissili nucleari tattici

Da URSS a Federazione Russa

Le serie di soldatini che abbiamo esaminato rappresentano la quasi totalita' dei soldatini prodotti e diffusi in URSS nei decenni 1960-1980. Dopo il 1982, dopo Breznev, con al Cremlino capi di stato piu' aperti alla modernita', si assiste a un certo rinnovo delle classiche serie di soldatini: la "Progress" di Mosca produce una modesta quantita' di nuovi set, in plastica 1:32: brutti CowBoys e Indiani, i Vichinghi, antichi Romani e Egiziani, qualche interessante figura di uomini preistorici, mal copiati da figure probabilmente della americana Marx. Solo nel 1990, un anno prima della dissoluzione dell'URSS, per la prima volta la fabbrica "Oritet"  di Mosca e' autorizzata a calcare e produrre le figure 1:32 di Airfix,  giapponesi, inglesi, australiani (ma non americani, a quanto ci risulta).

Anche per un paese particolare come l'Unione Sovietica del socialismo reale, la passione per i soldatini ci porta a intravvedere al di la' del giocattolo l'identita' culturale della societa'  che lo ha prodotto, i suoi miti ed i suoi valori ideali, rivelandone la sua seconda natura di prezioso documento storico, che ci illustra la quotidianita' di un paese dove anche i giocattoli sono a economia di stato.

Ringraziamo il lettore che ha tavuto la pazienza di arrivare fino a qui, e siamo lieti che abbia trovato la lettura interessante e divertente. Abbiamo cercato di riassumere una monografia sul Soldatino URSS le informazioni e le chiacchere con amici collezionisti di Mosca e Vladivostok, i quali hanno fornito materiale, fotografie e divertentissime barzellette su Chapayev.  Gli interessati possono visionare molti dei soldatini trattati, in foto di buona definizione, nello slideshow che accompagna la monografia.

Foto:
in alto: alcune figure e l'Header Card del set "CowBoy" della "Moscow Plant of the Toy of Progress" del 1984 ca. Sotto: le minime varianti dipendenti dall'usura e rifacimento di uno stampo determinavano minime varianti nelle serie di soldatini, collezionate avidamente dagli appassionati locali.

Google Translator